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ECCELLENTE
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Natale Raia
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Studio dentistico all' avanguardia. Molto professionali, cortesi e disponibili
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Emanuela De Simone
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Personale qualificato e lavoro fatto per bene
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Concetta Cavallaro
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Ho terminato un lavoro di implantologia e sono veramente soddisfatta di tutto il decorso e del risultato finale,sia dal punto di vista estetico e anche funzionale soprattutto. Le assistenti e le segreterie sono state eccellenti e gentilissime
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Annamaria Artiano
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Esperienza più che positiva,ho trovato un ambiente accogliente e professionale,personale gentile e competente.Lo consiglio vivamente!!!
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Vincenzo Piacente
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Ho conosciuto questo studio dentistico da poco tempo e devo dire che sono bravissimi dai dottori a tutto lo staff.
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Anna Di Somma
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Argo Black
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Conosco lo studio grampone da tanti anni e mi trattano sempre bene e mi trovo benissimo e non li lascerò mai. Uno staff spettacolare dai dottori alle assistenti.lo consiglio a tutti
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Nunzia Imparato
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Ho conosciuto questo fantastico studio grazie ad una mia amica e devo dire che è stato un ottimo consiglio. lo studio i dottori e tutto lo staff sono eccezionali non li lascerò più
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TioRay
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Antonio Manna
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Tutto perfetto, proprio come lo cercavo, ottimo studio, ottimi dottori, ottime collaboratrice, sono veramente soddisfatto. Grazie
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Il percorso implantologico presso lo Studio Grampone, Ercolano

Il Dott. Donato Grampone, implantologista con formazione alla Harvard School of Dental Medicine, segue ogni caso dalla prima valutazione fino al completamento protesico e al follow-up post-impianto. Il numero di visite e la durata del percorso dipendono dalla complessità del caso: un impianto singolo in osso sufficiente può richiedere 3-4 mesi totali; un caso con necessità di rigenerazione ossea può richiedere 8-12 mesi. Presso lo Studio Grampone di Ercolano ogni paziente riceve un piano di trattamento scritto con le fasi, i tempi previsti e i costi prima di procedere.

Implantologia

Il percorso implantologico: cosa succede davvero dalla valutazione clinica all'impianto definitivo

Molti pazienti arrivano con una sola domanda: «Posso fare l'impianto?». È la domanda giusta. Ma quasi nessuno sa cosa succede dopo. Cosa viene valutato, quante visite servono, quanto dura il percorso, cosa si fa prima dell'intervento e cosa dopo. Queste sono le domande che contano davvero — perché la qualità del risultato dipende da tutto quello che viene prima e da tutto quello che viene dopo.


1. Perché il percorso conta più dell'intervento

L'impianto dentale, nella sua essenza, è una vite in titanio che sostituisce la radice di un dente mancante. Su questa vite viene poi montata una corona protesica che riproduce forma e funzione del dente perduto. Tecnicamente, il gesto chirurgico è relativamente standardizzato.

Quello che fa la differenza tra un caso riuscito e uno complicato non è quasi mai l'intervento in sé.

È tutto quello che viene prima: la diagnosi, l'analisi ossea, la valutazione parodontale, la pianificazione digitale.
È tutto quello che viene dopo: il mantenimento, il follow-up, la gestione nel tempo.

Un impianto non è una soluzione che «funziona da sola». È l'inizio di un percorso che richiede continuità e attenzione, da parte del clinico e del paziente.

Presso Studio Grampone, l'implantologia non è un trattamento isolato. È un percorso strutturato, che parte dalla prima valutazione e accompagna il paziente fino al mantenimento nel tempo.

2. La valutazione clinica: il momento più importante dell'intero percorso

Molti pazienti arrivano con una sola domanda: «Posso fare l'impianto?». Ma spesso il punto di partenza è ancora più a monte: un dente che fa male, uno che si muove, un buco nell'arcata che si porta dietro da anni. Non è necessario sapere già di voler fare un impianto — la valutazione parte dalla situazione attuale, qualunque essa sia.

La risposta corretta non è mai sì o no senza un'analisi approfondita. Nella valutazione clinica vengono esaminati tre ordini di fattori.

☑️ Lo stato dell'osso
Un impianto ha bisogno di struttura ossea adeguata per ancorarsi correttamente. Se l'osso è stato perso per effetto di un'estrazione o di una parodontite pregressa, vanno valutate le possibilità di rigenerazione. Questa analisi richiede una TAC cone beam in grado di ricostruire una mappa tridimensionale precisa dei volumi ossei disponibili.

☑️ Lo stato parodontale generale
Un impianto inserito in una bocca con parodontite non trattata è destinato a fallire. Prima di qualsiasi pianificazione, viene valutata la salute di gengive e osso di supporto sull'intera arcata. I problemi parodontali attivi devono essere risolti prima.

☑️ La storia clinica e le abitudini del paziente
Fumo, diabete non compensato, bruxismo severo, certi farmaci: elementi che influenzano la prognosi implantologica e devono essere considerati nella pianificazione. Non necessariamente in modo preclusivo, ma in modo consapevole.

Il risultato della valutazione non è un preventivo. È un'analisi clinica che risponde alla domanda reale: «Quale percorso è corretto per questo paziente in questo momento?»

Che tu abbia un dente mancante, un dolore persistente, gengive che sanguinano o una protesi che non regge più — il punto di partenza è sempre lo stesso: effettuare una diagnosi corretta.


3. Prima di pianificare l'impianto: vale ancora la pena salvare il dente?

Questa domanda viene posta sistematicamente, anche quando la risposta sembra scontata.

L'estrazione di un dente naturale è una decisione irreversibile. Prima di compierla, bisogna essere certi che non esistano alternative conservative praticabili. Un dente con una carie profonda, un riassorbimento radicolare parziale o una frattura può talvolta essere trattato e mantenuto in bocca per molti anni. In altri casi la conservazione è clinicamente impossibile o controproducente, e l'impianto è la scelta corretta.

La differenza tra i due scenari non è sempre visibile a occhio nudo o su una radiografia standard. Richiede valutazione accurata, strumenti diagnostici avanzati e un clinico che non abbia un interesse preconcetto nel proporre l'una o l'altra soluzione.

Leggi il confronto approfondito: Impianto o dente naturale? Cosa conviene davvero

4. La diagnostica avanzata: TAC, scanner 3D e pianificazione digitale

Una volta confermata la fattibilità del trattamento, si raccolgono i dati diagnostici necessari alla pianificazione. Questo significa TAC cone beam e scansione digitale dell'arcata.

Insieme, restituiscono un modello virtuale completo del caso:

  • la quantità e qualità dell'osso disponibile
  • i rapporti con i denti adiacenti
  • la posizione dei nervi e dei seni paranasali
  • l'anatomia specifica del paziente

Su questo modello virtuale viene costruita la pianificazione chirurgica digitale: posizione esatta, angolazione e profondità di inserimento di ogni impianto vengono definite prima ancora di entrare in sala operatoria.

Dal progetto digitale si ricavano tutte le informazioni per una chirurgia corretta, a mano libera o guidata. Nel secondo caso il risultato è la guida chirurgica — una dima costruita sulla morfologia specifica del paziente, che guida la fresa durante l'intervento con una precisione non raggiungibile manualmente.

Approfondisci: Chirurgia guidata — l'implantologia più sicura, veloce e senza sorprese

5. La chirurgia guidata: precisione millimetrica prima ancora di entrare in sala

La chirurgia guidata è la risposta concreta alla domanda che ogni paziente dovrebbe farsi prima di un impianto: «Come fai a sapere che lo stai mettendo esattamente dove deve stare?»

Con la pianificazione digitale e la guida chirurgica, l'intervento viene di fatto eseguito due volte: prima in ambiente virtuale, poi in sala operatoria. Il secondo passaggio segue il primo con margini di scostamento misurabili in frazioni di millimetro.

Questo riduce:

  • l'invasività dell'intervento
  • il trauma dei tessuti circostanti
  • il gonfiore e il disagio post-operatorio
  • i margini di errore nella posizione finale dell'impianto

Il risultato è un percorso chirurgico più sicuro, più rapido e più prevedibile — per il clinico e per il paziente.


6. L'intervento: cosa aspettarsi davvero

L'impianto viene inserito in anestesia locale. La durata varia a seconda del numero di impianti e della complessità del caso, ma nella maggior parte delle situazioni si conclude nell'arco di un'ora.

Durante l'intervento non si avverte dolore. L'anestesia locale è efficace e viene somministrata con attenzione anche per ridurre il fastidio della puntura stessa.

Nel post-operatorio possono comparire gonfiore e dolenzia nei giorni successivi, gestibili con la terapia prescritta. È normale e non è un segnale che qualcosa sia andato storto.

La preoccupazione più diffusa riguarda il dolore — spesso alimentata da racconti di terzi o da informazioni approssimative trovate online. La realtà clinica, per chi è ben informato e ben preparato, è quasi sempre molto diversa da quella immaginata.
Leggi la risposta onesta: L'implantologia fa male? La verità che nessuno ti dice

7. Carico immediato: quando è possibile avere denti fissi in 24 ore

In alcuni casi selezionati è possibile applicare una protesi provvisoria già il giorno stesso dell'intervento implantare, senza dover attendere i tradizionali tempi di osteointegrazione. Questa tecnica prende il nome di carico immediato e consente al paziente di ritrovare estetica e funzionalità in tempi molto rapidi.

Il carico immediato viene utilizzato soprattutto nei casi di riabilitazione completa di un'intera arcata. Per le sostituzioni di uno o pochi denti, è invece possibile applicare immediatamente un provvisorio a funzione prevalentemente estetica, evitando di restare senza denti durante il periodo di guarigione.

Le condizioni necessarie sono precise:

  • densità ossea adeguata
  • stabilità primaria dell'impianto sufficientemente alta
  • assenza di fattori che possano compromettere l'osteointegrazione
  • pianificazione chirurgica e protesica che garantisca un carico correttamente distribuito

Quando queste condizioni esistono, il carico immediato è una soluzione clinicamente valida che riduce significativamente i tempi complessivi del trattamento.

Scopri quando è indicato: Implantologia a carico immediato — denti fissi in 24 ore

8. Quanto dura un impianto? La risposta onesta

Dipende. Non dalla fortuna, ma da una serie di fattori che in parte dipendono dal clinico e in parte dal paziente.

Dal lato clinico contano: qualità della pianificazione, precisione dell'inserimento, scelta dell'impianto, qualità della protesi soprastante.

Dal lato del paziente contano: igiene orale, regolarità dei controlli, assenza di abitudini nocive come il fumo, controllo delle patologie sistemiche eventualmente presenti.

Gli impianti inseriti con pianificazione accurata, in pazienti con buona igiene e mantenimento regolare, hanno tassi di sopravvivenza a dieci anni superiori al 95%. Non è una garanzia assoluta — nessun trattamento medico lo è. Ma è un dato che dice molto sulla solidità della soluzione implantologica quando è eseguita bene e mantenuta nel tempo.
Tutti i fattori che influenzano la durata: Quanto dura un impianto dentale?

9. Il mantenimento: la fase più sottovalutata

Un impianto inserito bene può durare decenni. Un impianto trascurato può andare incontro a perimplantite — l'infezione dei tessuti che circondano la vite — in pochi anni.

La perimplantite è la principale causa di fallimento implantologico tardivo. È quasi sempre il risultato di un mantenimento insufficiente.

Il protocollo di mantenimento prevede:

  • controlli periodici programmati
  • sedute di igiene professionale specifiche per il paziente con impianti
  • valutazione radiografica dell'osso perimplantare a intervalli definiti

Non è un'attività accessoria. È parte integrante del trattamento.

Chi ha avuto una parodontite in passato presenta un rischio aumentato di perimplantite e deve essere seguito con protocolli di controllo più frequenti. Per questo la valutazione parodontale precede sempre la pianificazione implantologica — e accompagna il paziente per tutta la durata del follow-up.

Quando l'impianto è indicato e quando no: Tutti possono avere un impianto dentale?

10. Il passo successivo: capisci la tua situazione

Hai un dente mancante? Un dente che si muove? Porti una protesi mobile scomoda? Hai rimandato una valutazione da troppo tempo?

Il primo passo non è scegliere un trattamento. È capire esattamente la tua situazione — con gli strumenti giusti, con chi ha l'esperienza per leggere il caso nel suo insieme, senza pressioni su cosa fare dopo.

Non un preventivo generico. Non una risposta trovata online. Ma una valutazione clinica reale, da cui esce un quadro chiaro: cos'hai, cosa ha senso fare, in quali tempi, con quali risultati attesi.

La valutazione è condotta dal Dott. Donato Grampone — odontoiatra con Master di II livello in Parodontologia e Implantologia e perfezionamento ad Harvard, presente ogni settimana, non un consulente esterno. Lo studio è comodamente raggiungibile da Ercolano, Torre del Greco e Portici.

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